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Crisi 2008: chi è il vero colpevole?

La storia recente dell’uomo è stata caratterizzata da differenti periodi di crisi: ricordiamo quella del 1929 e quella del 1973 per lo studio effettuato nei libri di storia, ma tutti di noi hanno presente quella del 2008, quella più recente e le cui conseguenze influiscono ancora oggi su tante realtà differenti.

Le origini di questa crisi così recente risalgono addirittura al 2003, periodo in cui iniziarono a diffondersi le erogazioni di mutui a persone non in grado di fornire garanzie accettabile e a cui quindi, di norma, non sarebbe stato fornito alcun credito. Tutto questo scatenò un abbassamento dei tassi d’interesse e una conseguente impennata nella richiesta di abitazioni che, per effetto a catena, aumentarono di prezzo. La presenza di una bolla immobiliare metteva le banche in una posizione vantaggiosa nel concedere prestiti, anche se questi si fossero rivelati insolventi, andando a pignorare e poi rivendere l’abitazione non pagata.

In concomitanza dello sgonfiamento della bolla immobiliare datato 2006, i possessori di questi mutui si rivelarono, come facilmente prevedibile, insolventi, anche a causa dell’inaspettato aumento nell’importo degli interessi. Il 2008 fu quindi un punto di rottura, che vide la sparizione di alcune banche molto note tra cui la Lehman Brothers che dichiarò bancarotta.

Chi sono i colpevoli?

Secondo gli esperti la causa scatenante, e quindi i colpevoli, è da ricercarsi nelle pratiche non troppo corrette nella distribuzione dei mutui, su cui ci fu una scarsa supervisione. Gli stessi debitori, accollandosi prestiti che non sarebbero mai stati in grado di assolvere, costituirono una delle parti in causa più importanti nel crollo del mazzo di carte dell’economia. Ultimi ma non per importanza gli investitori di Wall Street, che scommettevano su titoli che incorporavano i mutui subprime senza valutare la sostenibilità di tale sistema nel lungo periodo.

I debitori stessi, che fin dall’inizio sapevano di non riuscire a sanare i debiti contratti, speravano di poter porre come soluzione –  in caso di mancato adempimento del pagamento degli interessi – la vendita delle proprie case. Il crollo dei prezzi degli immobili, però, rese questa strategia vana e non più applicabile.

Le conseguenze della crisi sono state davvero importanti, causando strascichi che si sono tradotti in pesanti periodi di disoccupazione per diversi paesi, con molti casi di suicidi arrivati per casi di serie problematiche economiche.

Il pil di numerosi paesi europei, a seguito dei fatti raccontati qui sopra, è crollato in maniera pesante, con numerosi piani di salvataggio orientati a sventare default attuati con l’erogazione di numerosi prestiti. Più di 70 paesi sono finiti in recessione e oltre 20 milioni di persone si sono ritrovate senza un posto di lavoro.

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